LE MECCANICHE DELL'ANIMA

Con l’anima piena di carne e la carne piena di anima

Zorba il Greco

dramaturgia Ivana Trettel

con il contributo di Elena Mearini

testi di Orazio Guagliardo, Alfonso Carlino, Vittorio Mantovani, Mone Karilla, Ivana Trettel

 

in scena Elena Mearini

coreografia Ivana Trettel

costumi Caterina Filice, studenti di Costume teatrale Naba

scenografie Bettina Colombo – Irene Natale ex studenti Naba

Cosa succede a un essere umano quando un evento deflagrante attraversa la sua vita con l’impatto di un ciclone?

Quando la sua intera esistenza è destabilizzata ed ogni singolo frammento viene proiettato nello spazio infinito, lontano dalla sua naturale collocazione?

Un evento prorompente genera una serie di reazioni a catena. La direzione di questi eventi è spesso opposta al corso che pensavamo di dare alla nostra vita.

 

Il risultato finale è la frantumazione della nostra anima.

 

La serie infinita di frammenti può essere guardata con dolore e scoramento oppure si può tentare di ricomporre i frammenti, piano piano, con delicatezza e, una volta osservata la nuova forma, cercare di darle una rilettura, magari poetica. Per un nuovo assetto, che abbia nuovamente una propria identità e dignità.

Proprio come in un garage, dove, dopo uno schianto, si portano i rottami per una nuova ricostruzione…

Le meccaniche dell’anima è in lavorazione  nella Casa di Reclusione Milano-Opera, dove da 3 anni Opera Liquida è la compagnia teatrale della sezione comuni, alla sua terza produzione. Il carcere come luogo per eccellenza dove di sicuro lo schianto è avvenuto.

 

Il metodo di scrittura della Compagnia passa attraverso il laboratorio drammaturgico. Riflettendo insieme sul tema dello spettacolo gli attori cominciano a scrivere. Grazie ad un lavoro di montaggio drammaturgico questi scritti, calati all’interno di una metafora, prendono vita in forma di copione. La scrittura procede per nuclei modulari. Il reale sviluppo non avviene intorno al personaggio, anche per la mobilità che hanno, per loro natura intrinseca, le compagnie di teatro carcere (trasferimenti e quant’altro sono all’ordine del giorno).

L’incontro della compagnia con Elena Mearini, scrittrice attrice, che già lavora con Opera Liquida dentro, ha portato al desiderio di declinare “il modulo creativo” in un monologo.

Cellula espressiva che contenga anche le voci degli attori reclusi.

Il progetto allora prevede il monologo che vede protagonista Elena Mearini, la messa in scena all’interno del carcere con gli attori reclusi insieme all’attrice e una coreografia che vede in scena Ivana Trettel. 

La possibilità di uscire con la Compagnia al completo o solo con alcuni degli attori in grado di ottenere un permesso, insieme a lei.

Uno spettacolo, molti spettacoli, una sola voce e le gambe che servono per varcare i cancelli di Opera.

Per noi è la possibilità che il lavoro invisibile non si disperda, che le urla, le voci, il coraggio di esporsi varchino i confini e attraversino il mondo con la loro delicatezza e la loro disperazione.

Che il progetto creativo sia informe, senza confini, adattabile,ma allo stesso tempo sinuoso, avvolgente, in una parola: LIQUIDO.

Le repliche

  • 26 giugno 2012 presso Casa di Reclusione Bollate - Anteprima -

  • 24 agosto 2012 presso Carroponte di Sesto San Giovanni

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