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La nostra bolla: genitori e figli

Dal 2016 Opera Liquida sperimenta l’applicazione del metodo teatrale a sostegno dei rapporti genitore recluso figlio/i per i papà dei laboratori Bambinisenzasbarre nel carcere di Opera, supportati dalle loro psicologhe, grazie al sostegno di Fondazione Cariplo.

Ne è nata una straordinaria esperienza che ha posto al centro della relazione padre figlia/o la loro stretta relazione, la fisicità, la fiducia, il gioco, il rispetto, la conoscenza.

Visti i risultati ottenuti, Opera Liquida è partner di Bambinisenzasbarre nell’intervento Sistema Spazio Giallo in rete, di cui Bambinisenzasbarre è capofila.

L’azione nelle tre carceri milanesi di Opera Liquida, con Bambinisenzasbarre capofila del progetto, prevede l’intervento attraverso il teatro come opportunità educativa per i minori e a supporto della genitorialità. A partire dal concetto del corpo negato del detenuto, che attraverso la prassi teatrale consolidata in oltre 10 anni di esperienza da parte della compagnia, si riattiva grazie al teatro, il ragionamento viene allargato a quanto nel rapporto tra genitore figlio viene negato all’interno di un Istituto Penitenziario.

I colloqui con i bambini e i ragazzi sono di norma frontali. Condivisi con la figura genitoriale in accompagnamento, o con un parente, pertanto mai esclusivi. Sono spesso utilizzati per ovviare a tutte quelle problematiche organizzative e pratiche cui una famiglia deve far fronte, ancora maggiormente una famiglia con genitore recluso (pratiche con gli avvocati, istanze dei tribunali etc.). A causa di ciò il bambino viene spesso relegato ad un ruolo di contorno, laddove lasciare che i grandi parlino delle “cose importanti” diventa la normalità. E così finisce spesso che gli argomenti in cui viene coinvolto abbiano a che fare con i suoi doveri: la scuola, lo sport, l’andamento delle sue relazioni. In una Casa di Reclusione molto spesso il bisogno è quello di riattivare rapporti atrofizzati dal tempo e dall’inadeguatezza della relazione che in un Istituto di Pena si possono intessere. Mentre in una Circondariale, dove il detenuto arriva subito dopo l’arresto, la cura degli interventi teatrali ha lo scopo di ricucire lo strappo, per quanto possibile, appena creato. Di ricreare, per così dire, una sorta di normalità, che possa traghettare i bambini in questa nuova condizione, umanizzandola il più possibile. Inoltre, vi è l’aspetto educativo, la pratica teatrale rappresenta una valida attività proposta al minore che in genere non accede all’offerta educativa e culturale, spesso per problemi economici. L’obiettivo dei laboratori è di avvicinare i bambini al proprio genitore detenuto e, viceversa, di rafforzare il loro legame affettivo. 

Il laboratorio si realizzerà una volta al mese, all’interno della Casa di Reclusione Milano Opera, in quella di Milano Bollate e nella Casa Circondariale Milano San Vittore - “Francesco di Cataldo”.  

 

STAI ALL'OCCHIO! 

Opera Liquida per la legalità

Progetto coordinato da Ivana Trettel per le Scuole Secondarie di secondo grado 

 

“Nel quartiere ci vendevano i sogni più a buon mercato. È difficile non farsi tentare quando vedi i tuoi amici fare, con due strette di mano, quello che fa tuo padre. Sentirsi grandi, quando si è in gruppo, diseguaglianze che ci rendono disposti a tutto. Due mondi che dovrebbero restare distanti, quello dei piccoli e quello dei grandi, mischiarli causa i peggiori danni, nei migliori anni: rende piccole vittime e grandi bastardi.” 

Marracash 

 

Con il progetto “Stai all'occhio!” Opera Liquida vuole, ancora una volta, “mischiare i due mondi” - come dice Marracash, nel pezzo di Emis Killa -, ma non farti ingannare! Noi qui stiamo bene, in teatro, che è la nostra bolla, ridiamo e ci divertiamo, scopriamo noi stessi e cerchiamo di ricostruirci. Solo poche ore di bolla in una settimana molto più lunga, in un tempo sospeso molto più lungo. Rinunciare alla libertà, in cambio di cosa? 

Noi siamo in tempo per cambiare, tu che sei in tempo per tutto... STAI ALL’OCCHIO! 

 

Ideato nel 2013 “Stai all'occhio!” è un progetto di prevenzione dei comportamenti a rischio nei giovani, frutto della maturazione dei componenti del gruppo, che hanno sentito l’esigenza di mettere a servizio delle nuove generazioni alcune riflessioni relative alla propria esperienza e alle conseguenze delle proprie azioni scellerate. Affrontare il tema della legalità e dei comportamenti a rischio con un diverso linguaggio e un approccio attivo fa sì che i ragazzi, i docenti e gli operatori vengano coinvolti emotivamente, grazie alla generosità con cui gli attori reclusi ed ex reclusi del carcere di Milano Opera condividono la propria esperienza.  

Adulti finalmente ascoltati perché nessun adolescente può dire loro “Ma tu che ne sai?”.  Portano la loro viva testimonianza di persone che hanno sbagliato e mettono l’accento sulle conseguenze che vivono quotidianamente e che non si concludono con il fine pena. 

La forza dell’intervento, coordinato da Ivana Trettel, pensato per gli adolescenti dalla terza media in su, risiede proprio nel fatto che gli attori reclusi partecipano come tutor all’incontro. Dialogare con gli adolescenti e farsi ascoltare è un lavoro di grande responsabilità.  

 

Gli incontri e i progetti rientrano nell’intervento Sistema Spazio Giallo in rete, di cui Bambinisenzasbarre è capofila, realizzato con risorse a valere sul Programma Operativo Regionale Cofinanziato con il Fondo Sociale Europeo 2014-2020 di Regione Lombardia. Per maggiori informazioni www.fse.regione.lombardia.it