“Noi guerra! Le meraviglie del nulla” 

 

testo teatrale originale Compagnia Opera Liquida
con gli scritti degli attori reclusi

 

In scena gli attori reclusi ed ex reclusi di Opera Liquida
Casa di Reclusione Milano Opera e Giulia Marchesi

Con le “Possibilità liquide” ideate per lo spettacolo dell’artista cinetico Giovanni Anceschi

Scenografia  di Giovanni  Anceschi,  Marina Conti  con  Marcello  Buonanno  Seves  e  i detenuti designer 
Costumi di Salvatore Vignola realizzati da Silvia D’Errico con i detenuti costumisti

 e gli studenti degli Istituti Scolastici Olga Fiorini

Interventi coreografici di Mario Barzaghi - Teatro dell'Albero e Riccardo Olivier - Fattoria Vittadini

Allestimento tecnico di Luca De Marinis e Domenico Ferrari con i detenuti tecnici audio luci
Cura del progetto Nicoletta Prevost 
Montaggio drammaturgico e regia Ivana Trettel

“Noi guerra!”, uno straordinario apporto di linguaggi artistici differenti e complementari uniti nell’indagine sull’assurdità dell’odio, nasce dall’esigenza di confrontarsi con il conflitto. “Le meraviglie del nulla” sono i travestimenti, il belletto preciso e stantio di cui rivestiamo la realtà, per sopportarla, rileggerla e giustificarla. L’impianto drammaturgico dello spettacolo, il cui debutto atteso a marzo 2020 è stato rimandato dall’emergenza sanitaria, alterna la Redazione dell’odio, dove si distribuisce l’odio alle categorie più paradossali, a una raccolta di meccaniche fisiche ed estetiche, per poi aprire la lente d’ingrandimento emotiva e cercare di comprendere ciò che accade all’essere umano odiato o in lotta contro sé stesso

1 Opera Liquida_foto di Guido Valdata.jp

“… l’alba non è più alba e la radio non trasmette più. La terra ha perso colore, gli alberi sono piegati, i rami sono stanchi, ma una madre prega in silenzio, gli occhi intorno trasudano dolore, ora il fiore si è arreso.” (Gentian Ndoja, detenuto attore e drammaturgo) 

08 Giovanni Anceschi Tavola Possibilità

Per ridisegnare lo spazio scenico, ci aiutano le opere di Giovanni Anceschi, artista cinetico cofondatore del “Gruppo T”. A partire dalle sue “Possibilità Liquide” del 1959, Anceschi ha progettato con noi e ci ha donato la possibilità di realizzare tre opere di grandi dimensioni, nucleo centrale della drammaturgia scenica: tre sacche contenenti le celebri colate rosse, vitali e mortifere. La prima libera, in interazione con i corpi degli attori, le altre due, incorniciate e incastonate su strutture girevoli, a ridisegnare i mondi che andiamo a narrare e le loro prospettive.

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6 Anceschi, Trettel e un attore della co
07 Giovanni Anceschi con Tavola Possibil

“Sono felice che le mie Tavole di possibilità liquide prendano finalmente terra sulle piste dell’aerodromo che andavano attendendo da tempo. Non c’è dubbio che la mia arte sia un’arte sostanzialmente spettacolare visto che è in movimento ed è necessariamente legata all’interazione col corpo del suo spettatore. Un’arte somatica. Le Tavole sono degli attori vicari. La loro morte - come dice il linguaggio intendendo la loro vita - è di approdare sulle loro gemelle: le tavole del palcoscenico. E si facciano strumento della messa in scena di una storia magari di maledizioni e di sorrisi risolutivi.” (Giovanni Anceschi)