Selvatico ancestrale
Drammaturgia e regia Ivana Trettel
Testi di Ivana trettel, Alessandro Arisio, Christopher Santos e Vittorio Mantovani
In scena Anwar Ahmed, Alessandro Arisio, Carlo Bussetti, Alfonso Carlino, Babacar Casse, Eleonora Cicconi, Vittorio Mantovani, Cristhian Ortega, Nunzio Saglimbene, Christopher Santos, Nicolae Stoleru
Costumi di Salvatore Vignola, realizzati dai costumisti sotto la guida di Tommaso Massone
Scenografia di Marina Conti e Ivana Trettel con l’artista cinetico Giovanni Anceschi e la sua opera"strutturazione tricroma”, realizzata dagli scenografi guidati da Simona Venkova
Allestimento tecnico silvia laureti con i tecnici audio luci musiche originali Marco Nicolini e Nicola Troiani
Assistenza alla regia Eleonora Cicconi
Cura del progetto Nicoletta Prevost
in collaborazione con il progetto fotografico di resistenza selvatica di Giuditta Pellegrini

Video realizzato da Nibari
In un’epoca in cui l’essere umano sembra aver perso valore, Selvatico Ancestrale restituisce dignità e voce a chi ne è privo. Un filo d’erba, un albero, un’ape: simboli di resistenza che sopravvive nella cura, nella consapevolezza, nei Popoli Foresta e nelle nuove generazioni. Il sodalizio con la giornalista fotografa Giuditta Pellegrini, che da dieci anni documenta le foreste del mondo, dando vita alla mostra omonima, ha risvegliato la nostra necessità e il senso di appartenenza.
- Ivana Trettel
Fotografie di Pietro Masturzo
Gli attori
Persone detenute ed ex detenute – insieme a Eleonora Cicconi (anche assistente alla regia), interpretano il corpo foresta, i distruttori, l’essere senziente, in una ricerca di armonia e riconoscimento reciproco.
I ritratti sono stati realizzati da Laila Pozzo
I costumi
Un percorso che richiede cura, ascolto ed impegno, ma che restituisce bellezza sincera.
Abbiamo lavorato ai costumi di Selvatico Ancestrale con la massima qualità tecnica ed emotiva. Selvatico è per me uno spettacolo di straordinaria raffinatezza, capace di toccare temi fondamentali con sensibilità rara
Ecco alcuni scatti di Ludovica Sagramoso che raffigurano il processo creativo
La scenografia
La “Strutturazione Tricroma” di Giovanni Anceschi , artista cinetico, da un progetto del 1963, mi è parsa la sintesi perfetta tra colori primari, che compongono lo spettro completo dell’universo e la raffinatezza dell’ingegno umano. La scenografia di @maremari1 e mia, assistita da Simona Venkova , realizzata dai detenuti scenografi. Un’esperienza immersiva, sottolineata dall’effluvio evocativo di natura incontaminata che avvolgerà il pubblico grazie alla Maître Parfumeur Maria Candida Gentile
Musiche
“Abbiamo interpretato la musica quale voce universale che fa vibrare gli spiriti vitali di ogni essere vivente e li mette in comunicazione, aldilà dalla loro condizione animale o vegetale. Un linguaggio libero e comune che tutti possiamo sentire e agire attraverso il corpo. La natura è concepita come timpano universale che il suono fa vibrare, andando a smuoverne le profondità.” Nicola Troiani e Marco Nicolini


































